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Rivalutazione costo fiscale dei terreni: perizia ed imposta entro il 30 giugno 2019

Pubblicato il 09.04.2019

La Legge di Stabilità 2019 (Legge 145/2018) ha nuovamente riaperto i termini per la rideterminazione del costo fiscale dei terreni (edificabili o agricoli) posseduti al di fuori del regime d’impresa, alla data del 01/01/2019, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex art. 67 co. 1 lett.a)-b) del Tuir, allorché i terreni vengano ceduti a titolo oneroso.

Per beneficiare di tale rivalutazione, entro il 30/06/2019, è necessario che:

  • un professionista abilitato rediga ed asseveri la perizia di stima del terreno;
  • il contribuente versi l’imposta sostitutiva prevista per l’intero suo ammontare, ovvero limitatamente alla prima delle tre rate annuali di pari importo.

L’imposta sostitutiva si applica con l’aliquota unica del 10%; l’imposta sostituiva va applicata sul valore complessivo del terreno come definito dalla perizia, indipendentemente dal prezzo di acquisto del terreno.

La facoltà di rideterminare il valore dei terreni è riconosciuta anche nell’ipotesi di precedente fruizione di analoghe disposizioni agevolative; in tale ipotesi la norma prevede, in favore del contribuente che intende beneficiare più volte della rideterminazione del costo dei terreni, la possibilità di scomputare l’imposta sostitutiva precedentemente versata da quella dovuta avvalendosi nuovamente del regime. Peraltro, se il contribuente, in relazione alla precedente rivalutazione, si era avvalso della rateizzazione dell’imposta sostitutiva dovuta, non deve più versare le rate non ancora scadute relative alla vecchia rivalutazione.

Si ricorda altresì che l’Agenzia delle Entrate con la circolare 81/E del 2002 ha chiarito che nell’ipotesi in cui gli strumenti urbanistici prevedano destinazioni differenziate all’interno di una stessa particella catastale, dichiarando edificabile solo una porzione della stessa, il contribuente può avvalersi della rivalutazione con riferimento alla sola porzione edificabile, avendo cura di individuare con esattezza l’area oggetto di rivalutazione e purché lo strumento urbanistico abbia opportunamente identificato la porzione di area edificabile.

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