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Circolare n. 6/2020 del 19.06.2020 – Credito d’imposta canoni di locazione

Pubblicato il 20.06.2020

Lo scorso 6 giugno l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare 14/E (clicca qui) con i primi chiarimenti in merito al credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e di affitto di azienda per i mesi di marzo, aprile e maggio, introdotto dall’art. 28 del “Decreto Rilancio” D.L. n.34/2020.

  1. BENEFICIARI

Possono beneficiare dell’agevolazione, indipendentemente dal regime contabile adottato:

  • Esercenti attività d’impresa e professionisti, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19 maggio 2020;
  • Strutture alberghiere ed agrituristiche (codice ATECO sez. 55) a prescindere dal volume di ricavi o compensi registrati nel periodo d’imposta precedente (per coloro che svolgono attività cd. stagionale i canoni di locazione/affitto d’azienda da prendere in considerazione riguardano i mesi di aprile, maggio e giugno);
  • Enti non commerciali, enti del terzo settore ed enti religiosi civilmente riconosciuti, anche se svolgono in via non prevalente attività commerciale con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro.
  1. REQUISITI

Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti che hanno subito una riduzione del fatturato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 di almeno il 50% rispetto agli stessi mesi del periodo d’imposta precedente (per le strutture turistico-ricettive con attività stagionali i mesi di riferimento sono aprile, maggio e giugno 2020, da confrontare con gli stessi mesi del 2019). Non è richiesto il rispetto del requisito del calo del fatturato per gli enti non commerciali, limitatamente all’attività istituzionale.

  1. MODALITA’ CALCOLO FATTURATO

Per la verifica del requisito della riduzione del fatturato, l’Agenzia ha rinviato ai chiarimenti già resi con la Circolare 9/E del 13.04.20. In particolare, il fatturato/corrispettivi di ciascun mese (marzo, aprile e maggio 2019 da confrontare con marzo, aprile e maggio 2020) deve essere calcolato considerando le operazioni effettuate che hanno partecipato alla liquidazione periodica Iva del mese (anche chi è in regime iva trimestrale deve sempre effettuare il conteggio su base mensile), cui vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in detti mesi non rilevanti ai fini IVA.

L’Agenzia ha precisato che il calo del fatturato/corrispettivi deve essere verificato mese per mese (ossia marzo 2019 su marzo 2020, aprile 2019 su aprile 2020 e maggio 2019 su maggio 2020). Pertanto può verificarsi il caso, ad esempio, che il credito d’imposta spetti solo per uno dei mesi indicati.

  1. MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta, commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio (per le strutture turistico-ricettive stagionali occorre fare riferimento ai mesi di aprile, maggio e giugno) è pari al 60% di quanto corrisposto per:

  • canoni di locazione di immobili adibiti ad uso non abitativo;
  • canoni di affitto d’azienda comprensivi di almeno un immobile (in tal caso il credito d’imposta è ridotto al 30% del canone d’affitto d’azienda);
  • canoni di leasing operativo (non finanziario);
  • canoni di concessione immobiliare;
  • canoni per contratti di servizi complessi che abbiano ad oggetto anche l’uso di almeno un immobile (in tal caso il credito d’imposta è ridotto al 30%).

L’Agenzia ha precisato che qualora il canone corrisposto sia comprensivo delle spese condominiali non separatamente indicate, le stesse sono ricomprese nell’importo del canone su cui determinare il credito d’imposta spettante.

Il credito d’imposta in esame non può essere cumulato con il credito d’imposta previsto dall’art. 65 del decreto “Cura Italia” D.L. 18/2020 (clicca qui per approfondire), in relazione ai canoni di locazione pagati relativi al mese di marzo (cosiddetto “tax credit botteghe”).

  1. MODALITA’ UTILIZZO DEL CREDITO

Il credito potrà essere utilizzato:

  • in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. La compensazione con l’F24 è possibile soltanto successivamente al pagamento dei canoni; a tal fine va utilizzato il codice tributo “6920”, istituito con Risoluzione 32/E del 2020;
  • in dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa: rileva la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui il canone è stato versato.

In alternativa il credito d’imposta può essere ceduto:

  • al locatore o al concedente;
  • ad altri soggetti, comprese le banche e gli altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Le modalità attuative per la cessione del credito d’imposta saranno definite prossimamente con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

  1. DOCUMENTAZIONE

L’Agenzia ha evidenziato che per dimostrare – in caso di successivi controlli – la spettanza del credito d’imposta e l’avvenuto pagamento del canone, i beneficiari devono rispettare i principi ordinari previsti per il riconoscimento degli oneri ai fini della deduzione del canone dal reddito d’impresa avendo cura di conservare il documento contabile con quietanza di pagamento.

Lo Studio resta a disposizione per eventuali ulteriori informazioni.

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